Rose
L’autobus di Montgomery disegnato nei tratti di Rosa Parks


A Montgomery, Alabama, nel 1955, Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto sull’autobus a un uomo bianco infrangendo le leggi sulla segregazione razziale.
Un giorno come tanti
Il gelo legava la mie caviglie.
Ero libera
Dentro una prigione fatta di odio.
L’autobus colmo di anime senza colore
Sembrava stanco come me. Forse più.
Il finestrino appannato mi ingannava
Di un mondo buono,
Di una felicità che non era per me. Non era per quelli come me
Forse colpa dei miei capelli ricci ,
Gli occhi troppo grandi
O la mia pelle che aveva il colore della notte
Le catene si erano rotte da tempo
Ma quel giorno ,
Un giorno cone tanti
Le ho sentite di nuovo stringere.
“Alzati”
Grida come pugnalate
Sul mio corpo stanco
Ma quella volta no
Rimasi in piedi pur restando seduta
E il bianco privilegio
Dovette inchinarsi
MM
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Così Fragile
Il disegno mostra uno storico museo in preda all’incuria e l’indifferenza della gente che dovrebbe proteggerla.
Una terra antica,
così fragile.
Verrà cancellata dal vento ,
Da un silenzio pieno di parole.
La storia, l’arte,
Saranno gingilli desueti,
Tradizioni rotte come vasi di terracotta
Da una civiltà senza memoria .
Sotto questo albero millanario
Vi sono radici di luce
Che parole straniere non vedono,
Libertà strette da catene d’oro .
Eri tutto il mondo conosciuto
Ora, cara Europa,
Non ti conosce più nessuno.
MM
Free Palestine
Critica della ragione contundente.
Silenzio Senza Occhi
Brucia la terra
Su questa neve rossa.
Luci di sangue svegliano la notte.
Chi può dormire
In un silenzio senza occhi ?
L ‘invasore
È come vento gelido
Sulle mie ossa stanche
Non si da pace. Non ne da a noi.
Il Dombas vive ancora
Capovolto tra gelo e fuoco .
Grida una voce alla radio
Che supera i cannoni
Un ultimatum che fa ancora più male
E noi ancora qui
A contraddire la tormentata
MM
MADIBA
In occasione dell’anniversario della sua morte, ricordiamo Nelson ” Madiba” Mandela ,colui che ci insegnò ad essere liberi


5 Dicembre. Nell’anniversario della sua morte, avvenuta nel 1990, il ricordo di Nelson “Madiba” Mandela, l’uomo che ha insegnato al mondo il valore della libertà
Il rumore di catene
Gridava ad ogni tuo passo.
Gridava libertà per un popolo .
Quel sorriso d Africa
Ostinato come sole d’estate
Era speranza per oprressi,
Medicina vitale per una terra ferita.
Quelle sbarre non ti hanno mai
Davvero imprigionato
Il dolore ha segnato il tuo corpo
Con una penna di sangue.
Madiba ,
Hai insegnato a noi
Quanto è bella la voce nera della notte
E la bianca alba che l ‘ascolta tra le lacrime.
Neanche il vento
è riuscito a portarci via ,
Ora siamo tutti liberi
In questa cella di mondo.
MM
Voglio il Dombass
Geopolitica d’asporto.
ABBRACCIAMI VITA


Casa nel bosco: la decisione della corte di appello di separare la famiglia
I tuoi rami
Mi abbracciano lenti
Come una coperta di diamanti.
Dalla tua corteccia
Trovo riparo
Sono il silenzio che si fa orchestra .
Questa è la nostra casa
Dove il vento racconta
Le storie ai nostri bambini
Ed il ruscello li fa addormentare .
La città è un puntino lontano
Noi invece siamo mondo
Il nostro mondo
Che invece c’è stato negato
Da una mano nella penombra
Le foglie preoccupate chiedono notizie
si agitano come sonagli incessanti ,
Ma io non so che dire.
Anche il sole li cerca
Invano tra i prati
Per poi ritirarsi triste .
Questo posto mi ha insegnato
La vita
Chi insegnerà a vivere a queste persone?
MM
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