PREGHIERA IN LEVARE

6 febbraio 1945
nasce Bob Marley, il reggae come preghiera e respiro del mondo.


La notte
ha un ritmo lento,
come una preghiera stanca.
La chitarra brucia,
comandata da Dio.
Sento la musica
curarmi l’animo.
Le lacrime asciugate
dalle tue parole,
come un abbraccio
che apre le ferite
per accogliere il vento.
Il sangue fatto di reggae
sgorga nelle vie del mondo,
ovunque ci sia il sole
da ringraziare.

MM

INGRANAGGIO

5 febbraio 1936 – Esce negli Stati Uniti “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, capolavoro del cinema mondiale e potente critica dell’industrializzazione e dell’alienazione del lavoro.


L’uomo si fa ingranaggio
tra un turno e l’altro,
per meritarsi la vita.
La schiena curva
di chi non può vedere il cielo ,
i vestiti sporchi di ferro,
come l’ingiustizia addosso.
Sono un alieno,
una macchina d’uomo,
obbediente
a ciò che serve.
La macchina davanti
divora il mio tempo.
Un gesto,
come altri milioni,
tanto inutile
quanto necessario.
In fondo,
questa fabbrica
è la mia casa,
tutto ciò che ho.
Il metallo
non sa piangere.
Io invece sì.

MM

POI RISCALDI

Il 25 gennaio 1939 nasceva Giorgio Gaber.
Voce libera, pensiero inquieto: sul palco ha insegnato a ridere per capire.


Le parole
cadono
sulle coscienze.
Ride la folla.
La voce
scava.
Sei già passato,
poi
riscaldi.
Resti
in piedi,
solo,
Vestito
di applausi.
Destra.
Sinistra.
Non so
dove andare.
Forse
è mia
la colpa,
dovevo
imparare
a scherzare.

MM

TROPPA GRAZIA

Il 23 gennaio 1783 nasceva Stendhal (Henri Beyle), scrittore francese che descrisse il profondo turbamento fisico ed emotivo davanti all’arte.
A Firenze, quell’eccesso di bellezza diede origine a ciò che oggi chiamiamo sindrome di Stendhal.


La bellezza
che ferisce piano
come marmo
che incide il cuore.
Resto nudo
davanti alla luce.
Non regge il corpo,
la mente già piegata.
Firenze ti prese con sé.
Entrò come un ladro
nella mia casa,
l’arte vide la parte
di me più fragile.
Inermi siamo
davanti allo splendore,
minuscoli frammenti
di un disegno di grazia
indispensabile.
eccessivo.

MM

UN SOGNO DA ABITARE

20 gennaio 1993 moriva l ‘attrice Audrey Hepburn, icona di grazia e stile.
La sua eleganza resta un linguaggio silenzioso, capace di unire arte, umanità e memoria.


Eri un cigno
ricamato di silenzio,
eleganza
mai imparata,
leggera
come vento del mattino.
Solitudine raffinata
davanti a una vetrina
di New York,
il respiro a scaldare
i sogni.
Poi eri Sabrina
dopo il viaggio:
lo stesso volto,
lo stesso sguardo
con occhi di luce ferma.
La grazia non era
vestito,
ma un sogno
da abitare.

MM

FISCHIETTARE FABRIZIO

11 gennaio 1999 ci lasciava Fabrizio De André,
cantautore e poeta, capace di dare musica alle parole. La sua voce fischietta ancora con noi.


Bocca di Rosa,
rossetto che fa scandalo
e colora i muri del paese.
Il grido inerme di Sand Creek
trascina con sé storie giovani,
inermi
come quel generale.
Le tue parole,
leggere come fumo di sigaretta,
profonde
come il pozzo di Andrea.
Cammini ancora con noi.
Ti sento fischiettare
nelle giornate tristi.

MM

ESSERE NOI

Il 10 gennaio 2016 ci lasciava David Bowie, artista visionario e icona culturale.
Musicista e performer, ha trasformato la canzone in identità e libertà.


Abiti tra le cose che non muoiono,
in quel lembo di cielo
dove si suona sempre.
Una voce taglia il tempo
come lama gentile.
Ogni nota
è una ferita luminosa.
Si indossano ancora le tue canzoni
come maschere di verità,
per non avere paura
di essere noi.

MM

IL RE

L’8 gennaio 1935 nasceva Elvis Presley, una voce del Sud che divenne il Re del rock’n’rol


Nella polvere del Sud
dove il tempo cantava lento
nasceva il re.
Una voce dal cielo
a cui si inginocchiava
il mondo
Anche il silenzio ballava
al suono del tuo corpo,
la notte invece
non sapeva più dormire
Respiro eterno,
canzoni che hanno fatto gridare il mondo,
ora restano,
come una preghiera che vibra.

MM

IL GIORNO CHE NON FINISCE

​28 dicembre 1895-
​A Parigi, presso il Grand Café sul Boulevard des Capucines, i fratelli Auguste e Louis Lumière proiettano per la prima volta in pubblico la loro invenzione: il cinematografo. È ufficialmente la nascita del cinema come spettacolo di massa.


Nel buio della sala
Trema una luce breve ,
come un giorno che non finisce.
Un telo fatto di stracci:
Il mondo si vede rivivere,
Suono che impara ricordare.
Le immagini camminano
Lente,
Sorde,
Pronte ad entrare
Nella nostra solitudine.
Da allora,
Siamo inermi a questo spettacolo.
L’unico modo per non morire.

MM

QUEL FERRO DI ZUCCHERO

27 dicembre 1923 – Muore Gustave Eiffel, l’ingegnere che diede vita alla torre che porta il suo nome.


Quel ferro di zucchero,
Capace di ascoltare il vento
E la gente innamorata
Che passa ai suoi piedi.
Una preghiera scritta su carta
Un amore impossibile,
Che s’incarna in arte.
Le ferite della città
Sono ruggine del tempo,
Cicatrici che danno forma ai giorni.

MM

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