IL NUOVO LEVIATANO

Zohran Mamdani giura come Sindaco di New York. Il primo discorso ufficiale segna un netto cambio di rotta: toni moderati e pragmatismo istituzionale sostituiscono la retorica radicale degli esordi.

Zohran Mamdani ha giurato e la rivoluzione è finita prima di iniziare. L’attivista radicale ha rimpiazzato le grida di piazza con un rassicurante protocollo d’ordine, liquidando il passato per garantire la stabilità politica. La sua nuova postura verso Israele e la comunità ebraica risponde all’imperativo categorico del Leviatano, il quale esige che il sovrano agisca esclusivamente per la conservazione della pace interna. Mamdani applica il teorema secondo cui “si conferisce tutto il proprio potere e la propria forza a un uomo o a un’assemblea di uomini che possa ridurre tutte le loro volontà a una volontà sola”. L’attivista che dissentiva quindi appartiene allo stato di natura, e il sindaco che concilia le due forze appartiene allo Stato civile. Egli ci dimostra che l’ufficio pubblico richiede il silenzio delle opinioni private, poiché “il patto è obbligatorio, e la libertà dei sudditi consiste solo in quelle cose che il sovrano ha omesse”. La sua moderazione è la conseguenza logica dell’aver accettato di portare la maschera dell’autorità, sapendo che “chi incarna la persona del popolo deve spogliarsi della propria”.
DC

Riferimento: Thomas Hobbes – Il Leviatano
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FUOCO SENZA VOCE

FUOCO SENZA VOCE

Nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera,
l’incendio di una discoteca ha causato la morte di oltre 40 giovani.


Luci danzano
come lacrime di neve,
giovani
le seguono
per dimenticare
il tempo.
Ultimo dell’anno.
Ultimo giorno.
Il fuoco
sale
senza voce
e prende
tutto.
Rimane
un silenzio
nudo,
che non balla.

MM

IL BEL PAESE

Ieri sera, nel tradizionale messaggio di fine anno, il Presidente Mattarella ha celebrato la nostra “storia di successo”, invitando il Paese alla coesione e a “disarmare le parole” in vista delle sfide del 2026.

Non si può non provare un brivido di nostalgia davanti all’immagine di un’Italia così ordinata e coesa, mentre i versi del Ghibellin Fuggiasco risuonano nelle orecchie di chiunque abbia il vizio di leggere la realtà. Il Presidente ci descrive un giardino rigoglioso, mentre Dante urlerebbe ancora: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”. Si celebra la “storia di successo”, mentre la nostra patria continua a essere il luogo dove “i vivi tuoi non stanno sanza guerra, e l’un l’altro si rode”, specialmente quando si tratta di spartirsi le briciole di una legge di bilancio. È meraviglioso vedere come, dopo sette secoli, la retorica dell’unità sia ancora il velo preferito per nascondere che siamo una “nave sanza nocchiere”, o forse con troppi nocchieri intenti a svuotare la stiva. Eppure, ascoltando il Colle, quasi ci si convince che il Purgatorio sia in realtà un resort di lusso, e che il dolore dei contribuenti sia solo una melodia necessaria per completare l’armonia della nazione. Per l’anno nuovo, vi auguriamo la grazia di saper “disarmare le parole” fino a non sentire più il peso delle catene. Il traghettatore è sereno. Tanto basta. Buona traversata.
DC

Riferimento: Dante Alighieri – Divina Commedia (Purgatorio, Canto VI)

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UN CUORE DI VETRO

IL SIGARO DEL SALVATORE

1º gennaio 1959
Dopo la fuga di Fulgencio Batista, le forze rivoluzionarie guidate da Fidel Castro entrarono all’Avana e presero il potere a Cuba.

L’isola attese,
Come sposa all’altare,
una promessa di libertà.
La notte
consumò le ore del dittatore,
fuggito
come sabbia tra le dita.
Ne arrivò un altro,
con un sigaro addosso
e il volto del salvatore.
Gioia
di tragica felicità.
L’attesa imparò a tacere
e a morire ogni giorno.

MM

UN CUORE DI VETRO

31 Dicembre 1907 –
Si svolge la prima celebrazione ufficiale di Capodanno a Times Square, New York, con il famoso “ball drop”.


Un cuore di vetro
scende sulla notte,
l’anno si scioglie
come zucchero amaro.
Si stringono corpi
senza conoscersi,
concedendosi
all’eternità del momento.
Qualcuno si bacia
per non restare in silenzio.
Altri ridono,
guardando
il tempo
cadere.

MM

IL SUDORE DELLE FOGLIE

30 dicembre 1865 – Nasce a Bombay Rudyard Kipling, scrittore e poeta britannico, autore di capolavori come Il libro della giungla e Kim. Fu il primo scrittore di lingua inglese a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1907.


La giungla,
madre feroce,
che insegna la legge degli artigli.
Un bambino cammina scalzo,
parla la lingua degli animali
e osserva il mondo
tra rami di luce.
Il sudore delle foglie
vive nei tuoi libri
come un battito selvaggio
nelle nostre vite.

MM

LA MANOVRA

Manovra Finanziaria 2026: Spazi stretti.

PREGHIERE SCALZE

29 dicembre 1890 – Massacro di Wounded Knee: l’esercito statunitense uccide centinaia di nativi Lakota. È considerato l’atto finale delle guerre indiane.


Rossa la neve,
Uomini scalzi cadono
come preghiere.
Il vento guarda,
Solo i capelli
si muovono ancora.
Voci antiche,
per sempre.
Il canto dei bisonti
spento dai fucili.
Il fiume sacro ascolta
Un popolo disteso.
Ora sono terra
dove furono danze.

MM

AFFACCIATA SUL MARE

Addio a Brigitte Bardot, simbolo di libertà ed eleganza.


Eri luce affacciata sul mare
Un silenzio biondo al tramonto.
Avevi gli occhi
di un alba inquieta
Nascosti in un quadro raro
Rivolta gentile
Come vento di Saint Tropez,
Libera eterna giovinezza.
Le acque suonano il tuo nome
E nel silenzio resta
Il mito.

MM

IL GIORNO CHE NON FINISCE

​28 dicembre 1895-
​A Parigi, presso il Grand Café sul Boulevard des Capucines, i fratelli Auguste e Louis Lumière proiettano per la prima volta in pubblico la loro invenzione: il cinematografo. È ufficialmente la nascita del cinema come spettacolo di massa.


Nel buio della sala
Trema una luce breve ,
come un giorno che non finisce.
Un telo fatto di stracci:
Il mondo si vede rivivere,
Suono che impara ricordare.
Le immagini camminano
Lente,
Sorde,
Pronte ad entrare
Nella nostra solitudine.
Da allora,
Siamo inermi a questo spettacolo.
L’unico modo per non morire.

MM

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