IL RING DELLA VITA

Il 17 gennaio 1942 nasceva Cassius Clay, poi Muhammad Ali.
Un campione che fece del ring una battaglia per i diritti e contro la guerra.


Danzavi come una farfalla
nel ring della vita.
I pugni sferrati all’odio,
una voce
capace di rompere i vetri.
Essere vento
contro i muri,
un nome diverso
contro la guerra.
Foreman
ti ha visto al tappeto,
poi volare
nel cielo di Kinshasa.
Il tuo passo svelto
è il cammino
di chi non si arrende,
le mani giunte
dentro i guantoni,
una preghiera che ci vede
tutti fratelli.

MM

UN NOME CHE SALVA

Il 16 gennaio 1605 viene pubblicata a Madrid la prima parte del Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes.


Sei solo cavaliere,
a parlare con l’aria
come una preziosa
compagna di viaggio.
I libri hanno reso fragili
gli occhi,
specchi del tuo animo
inquieto.
Vedi mulini
agitarsi come giganti
e il belato di pecore
pare l’urlo d’un esercito.
Le ombre combattute
senza nemico,
la polvere
ti riconosce
a ogni caduta.
Ma l’amore è reale
anche se Dulcinea non ha volto:
è un nome che salva
un mondo
senza sogni.

VOCE SCALZA

15 gennaio 1929
nasce Martin Luther King Jr.,
protagonista della lotta nonviolenta per i diritti civili degli afroamericani.


Una voce scalza,
tra la folla,
cammina tra le paure
nei respiri del ferro.
Un sogno breve
che sposta il mondo
e ne fa casa
per tutti.
Nasce così:
la follia di un disegno
senza colori,
tratti che corrono liberi,
inermi sotto un segno
Ci hai insegnato a vedere
con occhi non nostri
e a vivere
almeno un giorno.

MM

DIO NON ABITA A TEHRAN

In Iran, la violenta repressione contro la sollevazione popolare ha causato tra le 2.000 e le 12.000 vittime. Il regime ha ufficializzato le prime condanne a morte nel nome di Allah, ponendo giovani manifestanti nell’imminenza dell’esecuzione per soffocare il dissenso.

Quando il regime definisce i manifestanti “nemici di Dio” (moharebeh), sta compiendo un’operazione retorica che Cicerone smascherò scagliandosi contro Marco Antonio. Il vero nemico della Res Publica non è chi protesta, ma chi usa l’esercito statale contro i cittadini. L’Iran di oggi è un teatro dove il potere ha tradito il suo mandato primario, trasformandosi in una fazione armata contro la popolazione. Cicerone tuonerebbe contro questi giudici: “Quale pace può esserci con chi non ha nulla di pacifico se non il nome?”. Le esecuzioni sommarie sono la prova che la legge è stata sostituita dall’arbitrio di un singolo o di una casta. Cicerone ci ricorda appunto che “la libertà non consiste nell’avere un padrone giusto, ma nel non averne alcuno”. La gioventù di Teheran non cerca il dialogo con un Ayatollah più illuminato, ma il diritto di respirare senza che un dogma ne decida il ritmo. E il regime, sordo e violento, si merita l’invettiva che l’oratore romano riserva a chi distrugge la patria dall’interno: “Hai voluto essere temuto; ma chi è temuto è necessariamente odiato, e l’odio è il primo passo verso la rovina”. Con migliaia di corpi già a terra e un popolo che ha perso la paura, l’illusione di stabilità della teocrazia si sgretola. Quello che il regime scambia per ordine è solo il preludio del proprio crollo, poiché, pezzo dopo pezzo, stanno costruendo il loro patibolo con le stesse travi usate per impiccare i dissidenti.
DC

Riferimento: Marco Tullio Cicerone – Filippiche (Seconda Filippica)

Leggi anche:

UN PIANTO GIOVANE

CRESCERE PER SPARIRE

14 gennaio 1898 – Muore Lewis Carroll, autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, opera che ha aperto la letteratura a un mondo capovolto dove logica, linguaggio e immaginazione si incontrano.


Cade Alice
in un pozzo senza nome
dove il mondo
forse finisce
e la meraviglia
comincia.
Segue il coniglio bianco
per trovare se stessa:
crescere
per sparire.
Trova lui che siede
nel giorno fermo,
il tè ormai freddo.
Un folle
imprigionato
nel suo cappello.
Poi incontra lei,
che ama il comando
e tiene il destino
nelle carte.
Lewis Carroll era lì,
paziente,
a vegliare un sogno
tenuto
in silenzio.

MM

LUCE FERITA

13 gennaio 1898 – Émile Zola pubblica J’accuse sul giornale L’Aurore, denunciando l’ingiusta condanna di Alfred Dreyfus.
L’articolo provoca uno scandalo nazionale e costringe la Francia a riaprire il caso, costando però all’autore il processo e l’esilio.


L’accusa,
fragorosa,
come solo una penna può fare.
Un foglio scritto,
un campo di battaglia,
un principio difeso
come un fiore calpestato.
La verità entra scalza
in tribunale
e poi cacciata,
come una strega.
Emile ascolta
i colpi di esecuzione.
Diventa straniero
con una divisa di fango.
Cammina sola la luce,
con i piedi feriti.
Ma resta.

MM

UN PIANTO GIOVANE

Da settimane in Iran migliaia di persone scendono in piazza contro crisi economica e repressione politica.
Le proteste sono state represse con arresti, blackout e uso della forza.


Non stanno zitte le piazze.
Non più.
Si alza la voce
dove prima erano bastoni.
La testa rivolta al cielo,
senza più guardare l’inferno.
Un passo lento
contro il freddo del ferro,
spinto da un pianto giovane.
Il sangue cade senza permesso
e diventa preghiera
per chi sa ascoltare.
Il cammino,
inesorabile,
verso la luce
quando il buio
si fa legge.

MM

FISCHIETTARE FABRIZIO

11 gennaio 1999 ci lasciava Fabrizio De André,
cantautore e poeta, capace di dare musica alle parole. La sua voce fischietta ancora con noi.


Bocca di Rosa,
rossetto che fa scandalo
e colora i muri del paese.
Il grido inerme di Sand Creek
trascina con sé storie giovani,
inermi
come quel generale.
Le tue parole,
leggere come fumo di sigaretta,
profonde
come il pozzo di Andrea.
Cammini ancora con noi.
Ti sento fischiettare
nelle giornate tristi.

MM

IL LEONE MUTO

A Monza un gruppo di giovani, identificati dalla cronaca come maranza, ha danneggiato con un petardo il muso di una delle statue del Ponte dei Leoni. L’atto, documentato dagli stessi autori in un video circolato in rete, ha causato il distacco di una porzione del marmo ottocentesco.

Guardando il video del danneggiamento della statua del Leone di Monza, si nota l’assoluta mancanza di esitazione o vergogna: il vandalo si sente perfettamente a suo agio nel suo ruolo distruttivo. Per Ortega y Gasset, questa è la cifra psicologica del nostro tempo: “l’uomo-massa” si sente perfetto così com’è e, non avvertendo alcuna lacuna in se stesso, non accetta alcuna autorità esterna, nemmeno quella muta di un’opera d’arte, poiché “l’uomo massa si sente perfetto; per sentirsi tale l’uomo selezionato ha bisogno di essere particolarmente vanitoso, mentre all’uomo massa la fede nella propria perfezione è infusa con la vita stessa”. Il leone di Monza, nella sua maestosità, rappresenta un ideale di bellezza superiore, un confronto che potrebbe umiliare la mediocrità, ed è per questo che deve essere colpito: per rimuovere il termine di paragone. Il gesto non cerca approvazione, cerca ratifica tra i pari, in un circuito chiuso dove “l’ermetismo dell’anima impedisce all’uomo medio di paragonarsi con istanze superiori”, lasciandolo libero di distruggere un patrimonio comune senza avvertire il minimo tremito di coscienza, convinto che il mondo sia stato creato apposta per ospitare il suo capriccio, dato che egli “non riconosce al di fuori di sé alcuna autorità”.
DC

Riferimento: José Ortega y Gasset Opera Lente: La ribellione delle masse (1930)

Leggi anche:

FUOCO SENZA VOCE

ESSERE NOI

Il 10 gennaio 2016 ci lasciava David Bowie, artista visionario e icona culturale.
Musicista e performer, ha trasformato la canzone in identità e libertà.


Abiti tra le cose che non muoiono,
in quel lembo di cielo
dove si suona sempre.
Una voce taglia il tempo
come lama gentile.
Ogni nota
è una ferita luminosa.
Si indossano ancora le tue canzoni
come maschere di verità,
per non avere paura
di essere noi.

MM

Home
Cerca
Categorie
×