27 gennaio – Giorno della Memoria Si ricordano le vittime della Shoah e la liberazione di Auschwitz, perché il ricordo non sia un rito, ma una responsabilità verso l’umanità.
Voci senza nome che gridano nella memoria Scarpe vuote riempite di gelo, numeri cuciti sulla pelle del tempo. Un filo spinato osserva inerme: vita e morte, ciò che non è più un uomo. Dio camminava scalzo in quei campi e piangeva. Vedo i bambini leggeri come neve restare fermi, inermi in un quadro. Ricordare non è un rito, l’unico modo per restare umani. MM
26 gennaio 1917 – Giuseppe Ungaretti compone la poesia capolavoro “Mattina”. L’ermetismo trova nell’alba la sua forma più pura, nel silenzio della guerra.
Tace la guerra, un istante. Due parole inermi: paura serena in colori brevi. L’uomo nudo al cospetto del fato. L’infinito, come un pasto caldo. Per tutti. Un uomo tra fango e gelo, consegna una meraviglia fanciulla. L’alba. Voglio leggerlo per sempre, quell’istante di luce, per vedere Dio passare. MM
Il 25 gennaio ricordiamo la nascita diVirginia Woolf. Autrice di Mrs Dalloway, Gita al faro, Le onde, è tra le voci che hanno cambiato il modo di raccontare l’esperienza umana.
Per Woolf, l’identità è ciò che resta quando l’esperienza smette di essere soltanto tempo. Ed è proprio nella sua “Gita al Faro”, che la signora Ramsay esercita questa facoltà suprema percependo che, oltre l’agitazione delle circostanze, “c’è una coerenza nelle cose, una stabilità; qualcosa, intendeva, è immune dal cambiamento”, e che questa immunità risiede nella forza rivelatrice dello sguardo. Lily Briscoe fa di questa visione un linguaggio pittorico, salvando l’attimo dalla dissoluzione. Di fronte all’opera compiuta, ella proclama la validità assoluta della sua esperienza affermando “ho avuto la mia visione”, un atto che certifica l’esistenza di un senso compiuto. La realtà assume valore solo attraverso la sedimentazione di queste percezioni intense, poiché “di tali momenti, pensava, è fatta la cosa che dura”, creando un deposito di eternità all’interno della finitezza umana. Ritornare a Woolf significa riconoscere che la vita prende forma nei vertici dell’esperienza, là dove pensiero ed emozione si intrecciano fino a diventare forma, senso e durata, trasformando l’esistenza in una materia capace di resistere alla dispersione del tempo e di sopravvivere come intensità, come coscienza, come presenza. DC
Il 25 gennaio 1939 nasceva Giorgio Gaber. Voce libera, pensiero inquieto: sul palco ha insegnato a ridere per capire.
Le parole cadono sulle coscienze. Ride la folla. La voce scava. Sei già passato, poi riscaldi. Resti in piedi, solo, Vestito di applausi. Destra. Sinistra. Non so dove andare. Forse è mia la colpa, dovevo imparare a scherzare. MM
Il 24 gennaio 2003 ci lasciava l’Avvocato Gianni Agnelli. Protagonista dell’industria italiana, ha segnato il Novecento con stile, visione e discrezione.
Nuvole che sfrecciano come automobili. Ci guardi comodo, seduto nella tua monoposto. Cielo grigio metallizzato ascolta battute taglienti, di lamiera. Parole brevi, come il silenzio che hai lasciato. Guardi Torino, così diversa, scorrere sul polso di camicia e ti ricorda, a ogni sconforto. eleganza non detta, in un rumore a bassa voce. La misura che resta. MM
Henri Beyle, noto come Stendhal, nasce il 23 gennaio 1783 a Grenoble. Con Il Rosso e il Nero e La Certosa di Parma è tra i principali narratori del conflitto tra individuo e società nell’Ottocento europeo.
Henri Beyle attraversa il suo tempo senza adattarvisi, e da questo scarto prende forma una diagnosi della condizione umana che Julien Sorel porta in scena: “La parola è stata data all’uomo per nascondere il suo pensiero.” Questa necessità di dissimulazione rivela la sofferenza di un’anima costretta a filtrare la propria intensità per non essere schiacciata dalla mediocrità sociale. Beyle sapeva che la società punisce ciò che non si conforma alle sue misure, poiché “l’uomo che pensa è un animale depravato” agli occhi di una folla che desidera solo rassicurazioni. Egli scelse di essere quell’animale depravato, esponendosi senza difese al rischio della verità, preferendo l’autenticità pericolosa delle passioni. Tuttavia, la società impone le sue regole ferree, e l’autore ammetteva che “la paura del ridicolo ci ottiene tutti i giorni le concessioni più vili”: un pensiero che diede vita a ciò che la psicologia, in futuro, definirà come “Sindrome di Stendhal”, la rappresentazione dell’attimo in cui questa paura svanisce. L’uomo crolla a terra, piange o sviene, fregandosene del giudizio altrui. Nel malore di Santa Croce, Beyle smette di fare concessioni vili alla compostezza borghese e lascia che il corpo risponda onestamente alla violenza del Sublime. DC
Il 23 gennaio 1783 nasceva Stendhal (Henri Beyle), scrittore francese che descrisse il profondo turbamento fisico ed emotivo davanti all’arte. A Firenze, quell’eccesso di bellezza diede origine a ciò che oggi chiamiamo sindrome di Stendhal.
La bellezza che ferisce piano come marmo che incide il cuore. Resto nudo davanti alla luce. Non regge il corpo, la mente già piegata. Firenze ti prese con sé. Entrò come un ladro nella mia casa, l’arte vide la parte di me più fragile. Inermi siamo davanti allo splendore, minuscoli frammenti di un disegno di grazia indispensabile. eccessivo. MM
Il 22 gennaio 1891 nasceva Antonio Gramsci, intellettuale sardo e fondatore del Partito Comunista d’Italia. La sua vita fu un sacrificio dedicato alla comprensione del potere e alla lotta contro l’egemonia culturale.
Guardando oggi all’eredità di Gramsci, nel giorno della sua nascita, assistiamo l’esito ultimo della diagnosi marxiana sulla modernità. Il “Moderno Principe” che Gramsci sognava, il partito solido e disciplinato, si è liquefatto nella società contemporanea. Marx aveva previsto che nella società borghese avanzata «tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria, tutto ciò che è sacro viene profanato».Gramsci non è sfuggito a questo destino, il suo pensiero si è fatto citazione, la sofferenza immagine, il conflitto oggetto da esposizione. L’espansione incessante del mercato ha assorbito anche il suo critico più acuto. La necessità di un «mercato mondiale» che «dà un’impronta cosmopolita alla produzione e al consumo di tutti i paesi» ha trasformato il rivoluzionario sardo in un prodotto culturale globale, disinnescandone la carica esplosiva. Oggi celebriamo un uomo che voleva cambiare il mondo e che invece è stato digerito dal mondo stesso, divenendo parte di quell’immenso spettacolo di merci che aveva giurato di abbattere. DC
22 gennaio 1891 nasce Antonio Gramsci, fondatore del Partito Comunista Italiano, intellettuale e dirigente politico, incarcerato dal regime fascista.
Il silenzio buio delle sbarre. pochi passi, identici, come grida trattenute. una crepa però regge il cielo. scrivo, per essere libero. le idee non hanno catene. resisto, come una frase incompiuta. scrivo, per chi verrà e desidera una minestra calda. MM
21 gennaio 1793 A Parigi, in Place de la Révolution, Luigi XVI viene ghigliottinato. Con la sua morte si spezza simbolicamente la monarchia francese e si compie uno degli atti più radicali della Rivoluzione.
Parigi inerme nel freddo di una piazza. la storia resta nuda, con indosso solo un nome. una lama che attende una corona vuota, l’anima spogliata di un uomo. il legno bagnato ascolta gli ultimi respiri: un colpo secco. rotola il trono come un giocattolo vecchio. il popolo vede il sangue di un uomo senza Dio. MM
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