SILENZIO DELLE PIETRE

Il 15 agosto 1936 moriva a Roma Grazia Deledda, grande scrittrice sarda e Premio Nobel per la Letteratura nel 1926.
Tra le sue opere più celebri Canne al vento, Cenere e La madre.


Terra
arsa di vento.
Una donna
ascolta
il silenzio
delle pietre.
Tra le mani
porta storie
antiche.
E la Sardegna
le parla
dentro.

MM

NEI SALONI DEL TEMPO

Il 23 luglio 1957 moriva a Roma Giuseppe Tomasi di Lampedusa, tra i più grandi scrittori del Novecento italiano. Autore del celebre Il Gattopardo, raccontò con straordinaria eleganza la Sicilia e il tramonto dell’aristocrazia, lasciando un capolavoro pubblicato solo dopo la sua morte.


Nei saloni spenti
la luce indugia
come un’antica preghiera.
Ascolti, Tomasi,
la Sicilia
nei passi del tempo.
Restano i volti,
ombre nel sole,
e un silenzio
più antico della sera.

MM

GLI ALBERI MUTI

19 luglio 1992 – Palermo
In via D’Amelio un attentato mafioso uccise il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, segnando una delle pagine più dolorose della storia italiana.


Il sole cadde
tra pietra e fuoco.
Il giorno
divenne cenere.
Restò la voce
degli alberi muti,
il fumo
a contare i nomi.
Ma la giustizia,
sepolta nella notte,
continua
a cercare la luce.

MM

NASCE NELL’INCHIOSTRO

Il 5 luglio 1947, a Roma, si concluse la prima edizione del Premio letterario Strega: Ennio Flaiano vinse con “Tempo di uccidere”, inaugurando il più prestigioso riconoscimento della narrativa italiana.


Ogni libro
arriva
con una ferita aperta
tra le mani.
Non cerca
una corona,
ma un’anima
che lo riconosca.
Le parole
si raccolgono
una accanto all’altra,
come sorelle
che hanno attraversato
la stessa notte.
Non vince
chi urla più forte.
La notte
ascolta
il silenzio.
Luce
che nasce
nell’inchiostro.

MM

NEL SILENZIO DELL’UOMO

Il 29 giugno 1929 nasce a Firenze, Oriana Fallaci. Giornalista e scrittrice italiana, fu una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano, nota per i reportage di guerra, le interviste ai leader mondiali e libri come “La rabbia e l’orgoglio” e “La forza della ragione”.


Voce.
Nuda
contro la notte.
Una parola.
Bastò
per attraversare il fuoco.
Una penna
sola,
scavava
nel silenzio
fino all’uomo.
E tornava
ferita,
ma viva.

MM

GIARDINO DI VOCI

Il 16 giugno 1313 nasceva a Certaldo Giovanni Boccaccio, tra i padri della letteratura italiana. Autore del Decameron, raccontò con straordinaria umanità passioni, vizi e speranze del suo tempo, lasciando un’opera che continua a parlare ai lettori di ogni epoca.


Nelle stanze del tempo
ardeva una lampada
d’inchiostro.
La peste
col suo vento di cenere
tra le pietre di Firenze.
Ascoltavi
la voce degli uomini
nel tremore delle sere,
tra le mani
un giardino di voci.
Nella sofferenza
un canto.
Nella notte
un fuoco,
da secoli
illumina
i vivi.

MM

GLI OCCHI DELLA NOTTE

Il 14 giugno 1837 si spegneva a Napoli Giacomo Leopardi.
Poeta dell’infinito e della nostalgia, seppe trovare nell’ombra delle cose una luce capace di illuminare ancora il cuore degli uomini.


Nella siepe del vento
ascoltavi il silenzio
delle stelle.
Recanati era un’ombra
ferma sul colle,
un muro di case e memoria.
Cercavi l’infinito
oltre il margine
d’un cielo negato,
nella solitudine
della parola.
Le candele
a farti da occhi
nel buio.
E la notte
imparava da te
a vedere.

MM

SUL PALMO STANCO

Il 22 maggio 1873 moriva a Milano Alessandro Manzoni, autore de I Promessi Sposi, capolavoro della letteratura italiana dedicato alla fede, alla giustizia e alla fragilità umana.
Attraverso Renzo e Lucia raccontò un’Italia di peste e speranza, trasformando il dolore degli uomini in memoria poetica.


Sul palmo stanco
della sera
cadeva il sole,
lento,
come pensiero inquieto.
Guardi Renzo
camminare nella nebbia,
come amore disperso.
Lucia,
negli occhi
un rosario di pianto,
una promessa
di luce.
Grida di peste
entrano nella penna.
Campane vuote
nell’alba.
E Dio,
tra le mani
di fra Cristoforo,
trema
come piccola luce.

MM

NEL FREDDO DEGLI UOMINI

Il 21 maggio 1972 la Pietà di Michelangelo venne colpita con un martello da un uomo entrato nella Basilica di San Pietro.
L’opera fu gravemente danneggiata, ma restaurata con cura e da allora protetta dietro un vetro blindato.


Nel marmo tace
un urlo bianco.
La madre
non piange più:
ha gli occhi consumati
dal cielo.
Tiene il figlio
nel silenzio stanco
delle sue braccia.
Le mani,
fredde di secoli,
conoscono già
il peso della morte.
Lui scivola lieve,
corpo senza voce,
fiume spezzato
dopo la tempesta.
Solo il silenzio
resta intero
nella pietra.
E Dio attraversa
il freddo
degli uomini.

MM

LA PRIMA RIVA

Il 20 maggio 1506 moriva a Valladolid, Cristoforo Colombo.
Navigatore ed esploratore genovese, nel 1492 attraversò l’Oceano Atlantico raggiungendo il continente americano, aprendo una nuova epoca nella storia del mondo.


Non sapeva il mare
d’essere una strada.
Era soltanto sale,
ombra che cadeva infinita
oltre il respiro dei porti.
Tu ascoltavi nel vento
una terra muta,
un nome nascosto
dietro le stelle.
Ti ho sentito
maledire quell’acqua
eterna:
un silenzio senza volto
che ti consumava piano.
Poi terra.
Come morte che guarisce.
E per la prima volta
il mondo
nuovo.

MM

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