SENZA BAGNARE IL CUORE

4 febbraio 1900 – nasce Jacques Prevert,
autore di Le foglie morte, Barbara, Colazione del mattino,
poesie segnate dall’amore e dalle ferite della guerra


Ti ho visto abbracciare
la guerra senza mai baciarla:
camminare scalzo
nei tuoi versi,
tra le rovine dell’uomo.
Scrivere “amore”
mentre cadevano le bombe.
Ti ho visto amare
le donne,
con l’inchiostro di una penna,
fischiettare sotto la pioggia
senza bagnare il cuore.
Hai custodito la parola
che non salva,
ma cura piano,
come una febbre d’autunno
sulla pelle stanca.

MM

LA LUCE DI UNA LETTERA

3 febbraio 1468 – Muore Johannes Gutenberg
Padre della stampa moderna.
Colui che diede peso alla parola
e voce al tempo.


Il verbo imprigionato
alla parola,
trascinato
nel fiume dei ricordi.
Le parole
dormivano
chiuse in un cassetto,
come pane vecchio.
Hai rotto il silenzio
con piombo e inchiostro:
un dono
per chi vive in eterno.
Ora il tempo
scorre in colonne,
e nessuno
si accorge
della luce
di una lettera che passa.
Hai dato voce
a chi non l’aveva,
ci hai resi
meno soli,
un po’ più simili.

MM

SIA LA CREPA

Il 2 febbraio 1882 nasceva James Joyce: cinico, monumentale e sovversivo. Ha demolito la struttura del romanzo classico per ricostruire la realtà attraverso il flusso di coscienza, consegnando alla storia l’analisi definitiva dell’uomo moderno, diviso tra mediocrità quotidiana e infinito interiore.

Accade, a volte, che nascere sia solo un modo elegante per iniziare a perdere pezzi. Joyce viene al mondo e il mondo, immediatamente, gli presenta il conto. Eppure, l’importanza di quel giorno sul calendario svanisce presto di fronte alla brutalità del presente. Stephen Dedalus distoglie lo sguardo dagli archivi del tempo per posarlo su quella volgarità immediata che lui chiama Dio. «Dio è un urlo per la strada», dice. Ed è tutto lì. In quell’urlo c’è la fine di ogni teologia e l’inizio di qualcos’altro, qualcosa di più freddo, di più esatto. Lui vorrebbe svegliarsi, vorrebbe che tutto questo meccanismo di date e re e battaglie finisse, perché «la storia è un incubo dal quale cerco di destarmi», ma sa che non ci si sveglia mai davvero. Si rimane lì, sul bordo del letto, a guardare il riflesso di se stessi in uno «specchio incrinato». E in quella crepa, in quel taglio preciso che attraversa l’immagine, c’è l’unica salvezza. Non riparare nulla. Lasciare che il vetro tagli il volto. È un gesto bellissimo, e inutile. Qui sta il paradosso di Joyce, trasformare l’incompletezza in stile. Poiché non v’è cura per l’insensatezza di esistere.
DC

Riferimento: James Joyce Ulysses

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VEDERE DIO PASSARE

TRA LE VIE DI DUBLINO

Il 2 febbraio nasceva James Joyce (1882–1941)
Scrittore irlandese che ha rivoluzionato il romanzo moderno con Dubliners, Ulysses e Finnegans Wake, dando voce all’introspezione quotidiana e al flusso della coscienza.


Camminavi solo
tra le vie di Dublino.
I giorni ti scorrevano addosso
sopra il cappotto.
In una stanza fredda
un uomo diventa mito,
camminando nel mare
degli dei.
La follia,
che un po’ ci somiglia,
l’hai presa per mano
come un bambino,
senza chiederle di tacere.
Parole scritte.
Le ascolto.
Non vogliono guarire,
ma essere amate,
anche quando tremano.
Tu che hai avuto
il coraggio
di ascoltare
la voce dell’animo.

MM

LE SCIMMIE DI MARX

Un gruppo di manifestanti ha aggredito brutalmente un poliziotto a terra durante gli scontri a Torino, utilizzando un martello. L’episodio è avvenuto a seguito delle tensioni per la chiusura del centro sociale Askatasuna.

Se Marx potesse vedere i fatti di Torino, straccerebbe il Manifesto per l’imbarazzo. La sua teoria prevedeva che «il proletariato si servirà della sua supremazia politica per strappare alla borghesia, a poco a poco, tutto il capitale»; Marx vedeva nella violenza un passaggio doloroso ma necessario verso il progresso, la levatrice della storia, com’egli la definiva. Eppure a Torino, si è visto solo un branco che strappa manganelli e dignità a un singolo agente, senza alcuna supremazia se non quella numerica e vigliacca del momento. È la ridicolizzazione del concetto di rivoluzione, non ci troviamo davanti all’avanguardia che «comprende le condizioni, l’andamento e i risultati generali del movimento proletario», ma davanti a una retroguardia confusa che scambia la devianza per politica. Il martello colpisce l’asfalto e la carne, ma soprattutto frantuma l’illusione che questa violenza abbia una nobiltà ideologica. Marx stigmatizzava quei falsi rivoluzionari per i quali «l’attività sociale doveva essere sostituita dalla loro attività inventiva personale, le condizioni storiche dell’emancipazione da condizioni fantastiche»; ebbene, gli uomini di Torino confermano questa diagnosi impietosa. La loro “attività inventiva” non è politica, ma puro sfogo che, finendo in teste vuote, diventa solo scusa per l’aggressione. È un marxismo da operetta, dove la tragedia storica è sostituita dalla farsa criminale.
DC

Riferimento : Karl Marx – Manifesto del Partito Comunista (1848)

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L’ODIO TACE

LA PENNA AMICA

1º febbraio 1945
Alle donne italiane viene riconosciuto il diritto di voto:
un passaggio decisivo nella storia della democrazia italiana.


Un foglio sottile
tremava tra le mani,
il grido silenzioso
diventa diritto.
Respirava ancora la guerra
nelle case senza porte,
la fame bussava
ovunque.
Una voce però
entra piano,
come un lungo abbraccio.
Mani di donne
stringono una penna
come un’amica.
Si scrive la storia
con una parola:
NOI.

MM

L’ODIO TACE

31 gennaio 1854 – muore Silvio Pellico
Scrittore e patriota, conobbe il carcere e scelse il perdono, raccontando la prigionia in “Le mie prigioni”.


Nel buio della pietra
contavo i giorni
come respiri.
Il ferro suonava
sulla mia carne stanca.
Ho imparato
a non gridare.
Ho visto Dio
nella voce tremante
di un compagno,
nella paura che
si consuma
come minestra calda.
Il perdono mi tiene vivo
dentro a questa ciotola
di fame,
e l’odio tace.

MM

MUSICA CHE RESTA

30 gennaio 1948 – Mahatma Gandhi viene assassinato a Nuova Delhi: figura chiave della non-violenza e dell’indipendenza dell’India.


Cammina scalzo
tra le ferite di un popolo.
Un avvocato
vestito di stracci,
pace
urlata
come preghiera.
La schiena non si piega
al bastone.
Un colpo.
La terra
piange piano.
Il sangue
non è suono di morte:
musica
che resta.

MM

CAMICE BIANCO

Negli ultimi giorni, negli Stati Uniti, un infermiere è stato ucciso durante un’operazione di polizia.
La sua morte ha acceso proteste e interrogativi sull’uso della forza e sulla libertà.
sconfitta.


Camice bianco
cura il respiro,
ora giace a terra
come una preghiera
senza voce.
L’asfalto freddo
conserva domande
come fiori sotto la neve.
Sirene tagliano l’aria,
la città piange in silenzio
e il vento passa
sulle ferite scoperte.
La notte colpisce,
come un manganello:
una lezione
imparata a forza.
Mani alzate,
inermi,
cadono come neve sporca.
Ciò che resta del silenzio
sono singhiozzi trattenuti.
Paura che chiede
una libertà
ancora viva.
MM

MEMORIA DI DOLORE

28 gennaio 1813
Viene pubblicato Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, un romanzo che racconta l’amore messo alla prova dall’orgoglio, dai pregiudizi e dalla paura di lasciarsi andare.


Il silenzio di Darcy
come inverno sulle labbra.
L’orgoglio
è un coltello riverso,
memoria di dolore.
Elizabeth chiusa
nella sua stanza,
contro il vento.
essere nudi
davanti all’amore.
Poi una parola cade,
il mondo li vede
lontani,
minuscoli.
Restare inermi
nel trovare l’amore:
era già lì,
nel pensiero,
e respirava con loro.

MM

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