TRA CUORE E METALLO

Il 27 febbraio 1960 moriva Adriano Olivetti, imprenditore visionario delle macchine da scrivere e pioniere dei primi computer italiani.
Credeva in una tecnologia al servizio dell’uomo, capace di trasformare la fabbrica in comunità e progresso umano.


Tra vetri opachi della fabbrica,
Una litania
Al suono di una macchina,
trema.
Avevi negli occhi
La febbre dei poeti
E mani pazienti di artigiani.
Hai dato voce alle parole
e silenzio
a chi sapeva ascoltare.
Erano tue creature,
nate dal sogno
di una finestra di luce.
Mi hai lasciato
una carezza in un tasto,
una poesia che corre
tra cuore e metallo
a ogni battito.

MM

UN ESEMPIO SOTTOVOCE

Il 24 febbraio 1990 moriva Sandro Pertini, storico e amatissimo Presidente della Repubblica.
Partigiano, antifascista, conobbe il carcere e l’esilio senza mai piegarsi: fu voce limpida di libertà e dignità civile.


Era vento tra le sbarre.
Non piegò la schiena
al buio.
Parlava la lingua
di chi soffre
senza imparare l’odio.
Italia,
ti chiamò per nome
come un papà che consola.
Stava in alto
ma sedeva con gli ultimi,
e con i primi
nel Mundial di Spagna.
Resta una voce calma,
fiera:
un esempio gridato
sottovoce.

MM

IL GIORNO DEL NOME

Londra, 21 febbraio 1848: Karl Marx e Friedrich Engels pubblicano il Manifesto del Partito Comunista
la richiesta che il lavoro valga quanto l’uomo.


Un uomo povero
aprì la finestra della fabbrica
e vide il suo nome
Scritto su un foglio.
Nacque un sogno
tra penne di filosofi:
mani senza catene,
schiene alla stessa altezza.
Il sudore
sapeva di pane
e la stanchezza bussò alle labbra.
La speranza camminava scalza
tra gli ultimi,
e nessuno
tornò più indietro.

MM

LA NUOVA PREGHIERA

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo.
La poesia abbandona i templi della memoria e accende il suo cuore nel motore della città moderna.


Nacque dal giornale
una voce di ferro,
la città fumava
dentro le parole.
Una porta chiusa da anni
si spalancò alla luce,
cieca al suono del cuore.
L’uomo, museo.
Il tempo era scandito
da un motore acceso;
la folla s’inchinava
davanti a Dio,
e il rombo saliva
preghiera.
La guerra passò,
vento caldo sui nomi,
e ancora la notte
legge Omero
tra le fabbriche.

MM

IL SERPENTE NEL VELLUTO

Il 13 febbraio 1983, al Cinema Statuto di Torino, durante la proiezione del film “La capra”, un incendio trasformò una sala di sogni in una tragedia. Morirono 64 persone.


Torino aveva la neve
nelle tasche della sera.
La luce di un cinema
era promessa di sogni,
come un rossetto rosso
sulle labbra delle poltrone.
Poi il fumo,
serpente,
si prese “La Capra”
e strinse il respiro
col suo bacio di morte.
Una bestia gelosa
che volle tutti per sé
sotto una coperta di cenere.
La vita gridava,
ma le porte erano sorde,
chiuse nel loro segreto
di cenere.
Una sala vuota,
con fumo dentro il cuore,
l’ultima casa dove
i sogni si sedettero
e il buio li chiamò per nome.

MM

FERITA NECESSARIA

Il 7 febbraio 1812 nasceva Charles Dickens, voce degli ultimi e delle coscienze ferite.
Da Oliver Twist a David Copperfield, da Grandi speranze a Canto di Natale, ha insegnato che l’amore è l’unica vera vittoria.


Matrigna nebbia ,
Educa il mio tremore .
Le tasche vuote
Sprofondano
ogni mia gioia .
Ascolto
il ferro delle fabbriche
battere sulla schiena
Degli uomini.
Grido nel gelo
Per il pane.
La memoria
È una stanza lunga
Con suoni grigi,
A volte ritornano
Come una ferita necessaria.
Sogni cuciti col denaro
ma il mattino insegna
che la ricchezza
Pesa più della miseria.
Tu scrivi
Per gli ultimi,
chi non c’è la fa,
ma alla fine vince sempre,
Come l’amore .

MM

SENZA BAGNARE IL CUORE

4 febbraio 1900 – nasce Jacques Prevert,
autore di Le foglie morte, Barbara, Colazione del mattino,
poesie segnate dall’amore e dalle ferite della guerra


Ti ho visto abbracciare
la guerra senza mai baciarla:
camminare scalzo
nei tuoi versi,
tra le rovine dell’uomo.
Scrivere “amore”
mentre cadevano le bombe.
Ti ho visto amare
le donne,
con l’inchiostro di una penna,
fischiettare sotto la pioggia
senza bagnare il cuore.
Hai custodito la parola
che non salva,
ma cura piano,
come una febbre d’autunno
sulla pelle stanca.

MM

L’ODIO TACE

31 gennaio 1854 – muore Silvio Pellico
Scrittore e patriota, conobbe il carcere e scelse il perdono, raccontando la prigionia in “Le mie prigioni”.


Nel buio della pietra
contavo i giorni
come respiri.
Il ferro suonava
sulla mia carne stanca.
Ho imparato
a non gridare.
Ho visto Dio
nella voce tremante
di un compagno,
nella paura che
si consuma
come minestra calda.
Il perdono mi tiene vivo
dentro a questa ciotola
di fame,
e l’odio tace.

MM

MUSICA CHE RESTA

30 gennaio 1948 – Mahatma Gandhi viene assassinato a Nuova Delhi: figura chiave della non-violenza e dell’indipendenza dell’India.


Cammina scalzo
tra le ferite di un popolo.
Un avvocato
vestito di stracci,
pace
urlata
come preghiera.
La schiena non si piega
al bastone.
Un colpo.
La terra
piange piano.
Il sangue
non è suono di morte:
musica
che resta.

MM

CAMICE BIANCO

Negli ultimi giorni, negli Stati Uniti, un infermiere è stato ucciso durante un’operazione di polizia.
La sua morte ha acceso proteste e interrogativi sull’uso della forza e sulla libertà.
sconfitta.


Camice bianco
cura il respiro,
ora giace a terra
come una preghiera
senza voce.
L’asfalto freddo
conserva domande
come fiori sotto la neve.
Sirene tagliano l’aria,
la città piange in silenzio
e il vento passa
sulle ferite scoperte.
La notte colpisce,
come un manganello:
una lezione
imparata a forza.
Mani alzate,
inermi,
cadono come neve sporca.
Ciò che resta del silenzio
sono singhiozzi trattenuti.
Paura che chiede
una libertà
ancora viva.
MM

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