DENTI DI LUNA

Il 26 maggio 1897 viene pubblicato a Londra Dracula di Bram Stoker, il romanzo che trasforma il vampiro della Transilvania in un mito della letteratura moderna, sospeso tra morte, eternità e solitudine.


Nel silenzio dei monti
dove il vento ha spine
cammina il conte.
Non ha volto la notte,
solo denti di luna
sui villaggi deserti.
Ascolta
il sangue remoto della terra
e beve il tempo,
l’ultimo caldo degli uomini
come acqua nera.
Maledetta.
Ha sete
di un nome vivo
che lo salvi
dalla notte.

MM

SUL PALMO STANCO

Il 22 maggio 1873 moriva a Milano Alessandro Manzoni, autore de I Promessi Sposi, capolavoro della letteratura italiana dedicato alla fede, alla giustizia e alla fragilità umana.
Attraverso Renzo e Lucia raccontò un’Italia di peste e speranza, trasformando il dolore degli uomini in memoria poetica.


Sul palmo stanco
della sera
cadeva il sole,
lento,
come pensiero inquieto.
Guardi Renzo
camminare nella nebbia,
come amore disperso.
Lucia,
negli occhi
un rosario di pianto,
una promessa
di luce.
Grida di peste
entrano nella penna.
Campane vuote
nell’alba.
E Dio,
tra le mani
di fra Cristoforo,
trema
come piccola luce.

MM

NEVE TRATTENUTA

Il 15 maggio 1886 moriva a Amherst (Massachusetts) Emily Dickinson, immensa poetessa americana. Con il suo stile intimo e visionario trasformò il silenzio, la natura e l’anima in alcune delle poesie più profonde della letteratura mondiale.


Abitavi il silenzio
come un piccolo
uccello d’inverno.
Ogni parola
era neve trattenuta
prima della caduta.
Le finestre ti tenevano stretta
come mani di madre,
e il giardino saliva dentro di te
con i suoi fiori insonni.
Il mondo bussava forte,
e tu rispondevi
con il passo lieve
di una tenda
mossa dal vento.
Le tue poesie erano ferite
che imparavano a cantare.
Musiche affidate ai cieli.

MM

NON SA TACERTI

Il 9 maggio 1978 moriva a Cinisi (Palermo) Peppino Impastato, giornalista, attivista e voce libera contro la mafia.
Fondatore di Radio Aut, denunciò pubblicamente Cosa Nostra e il boss Gaetano Badalamenti con ironia e coraggio.
Fu assassinato dalla mafia sui binari della ferrovia, ma la sua voce è diventata simbolo di verità e resistenza civile.


La notte
aveva muri bassi
e finestre socchiuse.
Gli uomini
parlavano piano,
come chi teme
anche il vento.
Gridavi
solo
contro
un paese
curvo.
Fuoco di parole
tra le pietre.
La terra tremò
sui binari spenti,
e il mattino
si riempì
di cenere e silenzio.
Sento ancora
la tua voce
rompere la notte
e beffare l’ombra
che non sa
tacerti.

MM

CENERE STANCA

L’8 maggio 1880 moriva a Croisset (Normandia, Francia) Gustave Flaubert, maestro del realismo francese e osservatore inquieto dei desideri umani.
Con Madame Bovary raccontò Emma, donna divorata dai sogni e dall’insoddisfazione, simbolo eterno del contrasto tra desiderio e realtà.


Madame,
tra le stanze ferme
della provincia,
dove il pomeriggio
cadeva come cenere stanca.
Sognava
luci
e sale lontane,
ma il silenzio
beveva
dai bicchieri vuoti.
La pioggia
batteva lenta
sui vetri:
Nel cuore
un cavallo bianco
correva ancora.
Troppo stretti
i muri di vetro
per il suo cielo.
Visse morendo piano,
come un fiore spento
tra le mani.

MM

NUDO PALCO

Il 23 aprile 1616 moriva William Shakespeare, immenso protagonista della letteratura mondiale.
Autore di capolavori senza tempo come Romeo e Giulietta, Amleto e Macbeth, ha dato voce eterna all’animo umano.


Nudo palco.
Ascolti
il buio,
chiedendogli
il nome.
Ogni parola
è un taglio di luce,
ogni scena
una ferita aperta
nel cuore del tempo.
Amore
impossibile
respira
un istante:
Un balcone
trattiene
il cielo.
E l’alba
sarà
un inizio
che divide.

MM

SULLE CASELLE DI GESSO

Il 14 aprile 1980 moriva Gianni Rodari,
scrittore e poeta, celebre per le sue filastrocche dedicate ai bambini e alla fantasia.


Le parole giocano
nella casa dei bambini,
colorate
da un filo leggero
e spinte lontano
nel cielo
dove nascono i sogni.
Sento le filastrocche
saltare in rima
come passi
su caselle di gesso.
C’era una magia
in quei versi,
fatti per stupire
gli occhi increduli
di chi non vuole
diventare grande.

MM

GLI OCCHI NELLA NOTTE

L’11 aprile 1987 moriva Primo Levi, testimone della Shoah e sopravvissuto ad Auschwitz.
Autore di Se questo è un uomo, ha trasformato la memoria in parola per non dimenticare.


Portavi la luce
tra baracche di fame,
dove la vita e la morte
camminano
su un lago ghiacciato.
Ti hanno tolto il nome
come una pagina strappata
per non essere letta.
La parola era un filo
teso sull’abisso:
“non cadere”,
diceva,
non dimenticare.
Sei tornato
con gli occhi
pieni di notte:
il male scritto
a pugno chiuso,
ma l’animo
non riuscì
a comprenderlo.
La memoria
si stende come rugiada
e nei versi
risale
l’alba.

MM

LAMPO NEL FANGO

Il 9 aprile 1821 nasceva Charles Baudelaire, padre della poesia moderna e voce inquieta della Parigi ottocentesca.
Autore de I fiori del male e Lo spleen di Parigi, ha unito bellezza e decadenza rivoluzionando la poesia.


Nel fumo lento della sera
Parigi si consuma
come una rosa nera.
Nel petto respirano
i petali d’una poesia
d’angoscia e bellezza.
Amavi il dolore:
era una donna impossibile
lo stringevi
per non farlo fuggire.
Cerchi le preghiere
senza cielo,
e nel fango
un lampo
sorride.

MM

MARE FERMO

Il 28 marzo 1941 moriva Virginia Woolf, tra le voci più innovative della letteratura del Novecento.
Autrice di opere come La signora Dalloway e Gita al faro, ha rivoluzionato il romanzo esplorando il flusso della coscienza e l’interiorità umana.


Cammini ancora
tra stanze d’acqua e silenzio,
dove il tempo si incrina
in un vetro sottile.
Hai lasciato parole
come conchiglie sulla riva,
e dentro
un mare fermo.
Il giorno ti sfiorava
con mani trasparenti,
ma tu cercavi l’ombra
dove il pensiero respira.
Ora resti
in ogni pagina sospesa,
nel battito fragile
di chi non sa restare

MM

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